La società tedesca DAD continua a portare avanti la sua truffa, l'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato continua ad occuparsi della questione in merito al poco trasparente "Registro italiano in Internet per le imprese". l'Antitrust ricordiamo aver avviato un nuovo procedimento istruttorio per pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette e clausole vessatorie.
DAD chiese di pagare per la registrazione in un ipotetico "Registro italiano in Internet", che nulla ha a che vedere con il NIC ovvero l'autority italiana deputata a registrare i domini internet.
DAD come evidenziato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato " fornisce un servizio non liberamente richiesto", consistente nell'inserimento di un annuncio sul sito internet all'indirizzo www.registro-italiano-in-internet.com. Gli Enti cascati nella rete di DAD vengono a conoscenza dell'esistenza del vincolo contrattuale solo a seguito dell'invio di una fattura per il pagamento della quota annuale relativa al primo anno, alla quale segue, in caso di mancato pagamento o contestazione, l'invio di solleciti accompagnati dalla minaccia di intraprendere nei loro confronti azioni legali di recupero credito. DAD, impedisce di fatto l'esercizio del diritto di recesso dal servizio in abbonamento evidenziando l'impegno oneroso del servizio dopo la scadenza del termine contrattuale previsto. La Società tedesca promotrice di questa truffa si chiama Deutscher Adressdienst GmbH con sede legale ad Amburgo in Germania, la stessa ha instaurato un rapporto con la società di "recupero crediti" internazionale Cross Border Recovery s.r.o., con sede legale a Praga, che agisce per loro contoal fine di riscuotere i presunti crediti vantati nei confronti degli Enti italiani.
Un aggiornamento di queste ultime ore evidenzia l'invio di mail per la messa in mora degli enti, che si sono trovati implicati nella truffa, con una proposta transattiva al fine di chiudere il rapporto tra le parti. L'Antitrust che si era già espressa nel 2008 - visto il dilagare di questa truffa - ha consigliato "i destinatari delle richieste di pagamento possono presentare formale querela alle Autorità giudiziarie competenti". Ed ha ulteriormente evidenziato che "la comunicazione ingannevole può rappresentare motivo di invalidità del contratto."
Visto che la DAD reitererà periodicamente la richiesta di pagamento vi consigliamo di predisporre una memoria in merito a tale situazione con espressa indicazione per i consiglieri futuri di non cedere al ricatto effettuando il pagamento. Per evidenziare anche nei confronti dei propri soci un azione attiva nei confronti di questa ditta che sta continuando a perpetrare questa truffa si può procedere anche all'effettuazione di una segnalazione alla Polizia Postale.
In conclusione se doveste comunque continuare a ricevere nuove richieste da parte di DAD, affidatevi ad un Legale.
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