Situazione di grande difficoltà evidenziata da Enti e giovani in servizio civile visto che in questi giorni non si è ricevuta alcuna risposta ai ripetuti appelli al Governo ed in particolare al Premier Paolo Gentiloni perché sia assegnata la delega al servizio civile nazionale.
“Contiamo 73 giorni dall’insediamento del nuovo Governo – scrive in una nota la Rappresentanza nazionale dei volontari - e mentre tutti gli occhi continuano ad essere puntati negli intensi e travagliati fatti del partito che governa il Paese, si perdono di vista le vere priorità e i temi che dovrebbero essere al disopra delle ‘distrazioni politiche’”. “In qualità di Rappresentanti Nazionali dei volontari in Servizio Civile esprimiamo ancora una volta la nostra forte preoccupazione per la mancata assegnazione della delega istituzionale in materia di giovani e Servizio Civile da parte del Primo Ministro Gentiloni. Una scelta di cui non ne comprendiamo né il metodo né il merito”.
La mancata assegnazione della delega e la nomina del Capo Dipartimento hanno effetti pratici che stanno rischiando di ricadere sugli enti e sui giovani stessi. “Sul piano normativo – spiega in una intervista Licio Palazzini, presidente della Cnesc - la mancata assegnazione di questa delega rallenterebbe l’attuazione del decreto legislativo. Sul piano gestionale invece sarebbero rallentate le varie sperimentazioni in corso, mentre ne risentirebbe la stessa programmazione annuale. Sarebbe veramente incomprensibile ‘congelare’ il servizio civile, dopo l’approvazione in via definitiva del decreto”.
Enrico Maria Borrelli, presidente del Forum Nazionale del Servizio civile, ha espresso forte preoccupazione “per le decine di migliaia di giovani che rischiano di non percepire il rimborso economico per il mese di gennaio. Ci preoccupa il rinvio sine die dell'avvio di decine di progetti, i mancati pagamenti per tutti gli enti che hanno all'attivo progetti finanziati per i quali si sono esposti con le proprie ristrette economie”. Si auspica che in questa settimana il governo sciolga la riserva sulla delega e restituisca piena operatività a due settori delicati come i giovani e il servizio civile. Non è possibile pensare di aspettare ulteriore tempo.
La situazione attuale ingenera un blocco operativo dell’ordinaria amministrazione a cui sovrintende il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, oggi privo di Capo Dipartimento, con conseguente “incertezza della disposizione dei compensi del mese di gennaio agli oltre 35.000 volontari”.
Ma non dimentichiamo che a questa problematica di aggiunge anche il mancato avvio in servizio di migliaia di giovani il 6 febbraio scorso ai quali potrebbero aggiungersi decine di altri progetti con partenza prevista il prossimo 13 marzo.
In pratica tutto il Sistema di Servizio Civile risulta bloccato compreso l'esame della valutazione dei progetti di Servizio Civile che attarderà l’emanazione del prossimo bando di selezione.
L'unico auspicio possibile è quello che in tempi rapidi la situazione si chiarisca immaginando che, in assenza di un delegato politico del Servizio Civile in Consiglio dei Ministri, se ne facciano carico il Presidente del Consiglio o il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio al fine di sbloccare questa situazione di stallo.
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